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CANALI DI MEMORIA
Quante volte i veneziani si sono sentiti chiedere: "ma allora davvero esiste qualcuno che abita a Venezia?". E subito dopo: "ma com'è vivere a Venezia, senza le macchine... con i canali... i turisti... Che lavori fanno i veneziani? Usano la barca al posto della macchina? Dove vanno a fare la spesa? Ci sono i supermercati?...".
Perché non provare a far rispondere la città intera?

Canali di memoria è un progetto realizzato da Memoro - La Banca della Memoria, dietro richiesta della Fondazione Musei Civici di Venezia. In questa sezione del sito si possono ascoltare le tracce delle esperienze di vita degli abitanti della laguna nelle loro parole, ricostruendo la storia recente della città e dei suoi abitanti. L'idea è offrire una visione diversa della città: un luogo virtuale dove raccogliere, classificare e soprattutto rendere disponibili a tutti contenuti audio, video e fotografici. >>>





ISTITUZIONI COINVOLTE
Il progetto parte con la collaborazione di alcune Istituzioni cittadine che già hanno raccolto nel tempo molti materiali:

i video della casa del cinema i video dell'IVESER i video del Video Concorso Pasinetti
 
i video di Incroci di civiltà i video del Centro Studi Ebraici    


tutti i ninzioleti

NINZIOLETI
I diversi aspetti della città vengono presentati attraverso alcuni percorsi tematici: per andare alla ricerca dei racconti nei meandri della città proponiamo alcuni percorsi usando la toponomastica e alcune citazioni di chi ha scritto le sue esperienze veneziane.

I nomi delle strade veneziane
Un rio terà è un canale interrato, divenuto in epoca moderna una calle. A Venezia non esistono strade, ma calli (ovvero vie che passano tra due file di case, calli larghe quando sono molto spaziose) e fondamente o rive (che si affacciano sulle rive di qualche canale, o rio, o sulla laguna). Vi sono alcune varianti, come salizada o salizzada, ovvero le prime strade in città a essere state dotate di selciato; ramo, una calle minore che si innesta in una strada maggiore di percorrenza; ruga, abbastanza raro (e la cui etimologia non è mai stata chiarita) indica poche calli in città. Infine, un sotopòrtego è un passaggio tra una via e l'altra che passa, come una sorta di tunnel tra le case.
Alberto Toso Fei, I segreti del Canal Grande, Studio LT2, Venezia, 2009
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