La rivoluzione psichiatrica di Annibale Crosignani

La rivoluzione psichiatrica di Annibale Crosignani

Creato da Alessandro il 05/12/2017
AAnnibale Crosignani psichiatra, nel lungo racconto autobiografico percorre un lucido viaggio attraverso le istituzioni manicomiali e l'esordio della psichiatria territoriale, ricco di ricordi, di fatti e di persone che incomincia dalla fine degli anni '60 e arriva alla soglia del millennio. I colleghi, gli infermieri, altri operatori del manicomio, uomini e donne della grande schiera dei ricoverati, persone della società civile, giornalisti, politici, personaggi pubblici e figure umili del tutto sconosciute . Questi sono gli attori che popolano il racconto di Annibale Crosignani che, fin dal suo ingresso come medico dell'Ospedale psichiatrico di Via Giulio, colpito dalle ingiustizie, dalla disumanità dei trattamenti, dalla profanazione della dignità umana, si sentì spinto a intraprendere una sua solitaria e personale lotta contro quel sistema manicomiale repressivo e fonte di alienazione, non solo per i ricoverati ma anche per gli operatori. La sua esperienza precedette di qualche anno quelle dei gruppi attivi del riformismo psichiatrico, che riconosceva in Basaglia il leader, e si intrecciò con l'attivismo dei partiti politici, delle associazioni di volontariato, del Movimento Studentesco e della Psichiatria Democratica senza confondersi o confluire nel loro alveo . Nelle parole finali del racconto di Crosignani emerge anche la delusione per una riforma fortemente attesa e successivamente depotenziata da un'applicazione burocratica e senza coraggio. Giunto al vertice della psichiatria torinese al termine della sua carriera, Annibale Crosignani tenta di fare un bilancio delle esperienze e dei valori che furono messi in discussione durante il processo di trasformazione della psichiatria italiana e della loro ricomposizione attraverso una operatività diversa.