caricato da
Provincia di Roma - Per la memoria | 10/09/2012
Flaminia ha fatto sia le elementari che le medie in un istituto di suore. Contrariamente a quanto si pensa, è stata una bella esperienza perché era un gruppo di ragazzine molto affiatate che hanno continuato, almeno quelle che sono rimaste a Roma, ad essere amiche ancora oggi. Avevano una divisa invernale e una estiva, era importante sedere composte con le braccia conserte, c’erano meno libri di testo, si andava a scuola con la cartella con le cinghie sulle spalle; quando sono diventate più grandi avevano la cinghia elastica con cui si legavano i libri e si portavano sulla spalla: questo significa che erano pochi. C’era l’ora di economia domestica durante la quale si imparava a cucinare e ricamare: Flaminia era brava a cucinare, a ricamare un po’ meno. C’erano meno compiti e parte del pomeriggio Flaminia lo passava a giocare. Era un mondo protetto ma le cose arrivavano comunque. Flaminia ricorda che a scuola si parlò del referendum sul divorzio del 1975 e le suore che dicevano alle bambine che dovevano convincere i genitori a votare per l’abrogazione del divorzio. Flaminia ricorda anche il colpo di stato in Cile: una vicenda che sentivano vicina anche se era dall’altra parte del mondo. In televisione si era visto la sera prima l’ultimo appello del presidente Allende prima di essere ucciso.