Il ritorno ad Albano

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  • raccontato da Carlo Binarelli | 1940
  • caricato da Provincia di Roma - Per la memoria | 19/09/2012
Quando Carlo è tornato ad Albano ha trovato tutto distrutto, non c’era più né luce né acqua. La terra che possedevano non era stata più coltivata e mangiavano quello che capitava; Carlo ricorda le insalate di papaveri. Dopo poco tempo, essendo orfano, Carlo è andato in collegio. Prima ad Anzio, poi a Roma, poi a Rieti. A Rieti era un convento di frati ma faceva tanto freddo; Carlo scelse l’avviamento agrario perché sapeva che sarebbe stato trasferito. E così è finito a Firenze e poi a Cattolica e infine a Carrara dove abitava una cugina. Carlo aveva 16 anni quando ha preso la licenza di avviamento, aveva perso qualche anno per via della guerra e fino a 18 anni ha avuto un giudice tutelare. Sono stati anni di umiliazione,Carlo ricorda una vicina che aveva una trattoria e gli dava un piatto di minestra. A 23 anni Carlo è entrato alla Stefer, la ditta di tram, e le cose sono cominciate a cambiare.
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