Panello Maura

 
Panello Maura

nato nel 1932
Roma

5 Racconti

2.8 min
Maura ricorda del giorno in cui morì il nonno che amava molto quando non la fecero entrare nella stanza a vederlo perché aveva solo tre anni. Le nonne invece hanno vissuto più a lungo. Non ha mai vissuto con loro anche perché le nonne sono rimaste in Liguria. I nonni a quei tempi bisognava rispettarli perché erano considerati la saggezza della famiglia e i loro consigli erano importanti
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8.0 min
In una delle falegnamerie al Mandrione Maura ha conosciuto il marito che era arrivato lì su suggerimento di uno zio ebanista dopo aver lavorato come guardiano ai convogli postali allo scalo di San Lorenzo. Durante il bombardamento si era rifugiato sotto una vagone, si era salvato ma era rimasto intrappolato e da quel momento non aveva più voluto avere a che fare con i treni. Appena sposati sono andati ad abitare in via Tuscolana dove Maura ha voluto che venissero anche i genitori perché non se la sentiva di lasciarli nel tugurio del Mandrione. Da lì, dopo molti anni, sono riusciti ad avere in assegnazione la casa di un Ente a via mar della Cina ma purtroppo il marito di Maura è morto pochi mesi dopo.
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3.5 min
Maura insieme alla famiglia è arrivata a Roma nel 1946. Sono andati ad abitare alla meno peggioin una casa al Mandrione, vicino alle falegnamerie. Maura, che prima dello scoppio della guerra aveva fatto le elementari, non ha più continuato a studiare ma non ha potuto nemmeno lavorare perché il padre non lo consentiva.
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6.7 min
Al padre una volta era successo di dover difendere con la mitragliatrice un certo deposito e quando si è trattato di sparare contro un ricognitore alleato, la mitragliatrice si è inceppata. Tutto sommato al padre la cosa non dispiacque perché, da cattolico devoto alla Madonna, fu felice di non aver ucciso nessuno. Quando, dopo il 25 aprile, si è trattato di scappare dai territori della Repubblica di Salò, si è ritrovato insieme al segretario del partito fascista. Li hanno fermati le brigate partigiane ma per fortuna non hanno perquisito i baglagli: il padre di Maura si era liberato sia della camicia nera che della pistola, ma l’amico non lo aveva fatto. E sarebbero stati arrestati se non peggio. Comunque poiché in Liguria era persona nota, il padre di Maura decise di venire a Roma a cercarsi un nuovo lavoro. Aveva fatto l’operario specializzato nell’industria bellica a La spezia e non gli fu difficile trovare lavoro come meccanico. Ma non ha mai avuto la liquidazione dopo i venti anni a La Spezia.
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7.4 min
Il padre di Maura era militare nella Repubblica di Salò e con la lotta partigiana Maura e la madre andarono via dal paesino in Liguria e lo raggiunsero sul lago di Como per paura di rappresaglie. Il trasloco fu un’avventura: tutti i ponti erano saltati e bisognava salire e scendere dalle montagne facendo lunghi giri. L’ultimo tratto sul lago di Como fatto con un barcone fu il più avventuroso: il barcone dipinto di nero per non essere visibile agli aerei alleati, oltre alle loro cose, trasportava un grosso carico di armi ed era tanto pesante da essere a pelo dell’acqua. Maura ricorda i bombardamenti quando si scappava a nascondersi sotto le mura dei borghi o, peggio, nelle risaie. E ricorda i morti impiccati per strada, partigiani lasciati lì a monito.
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