Zerbini Silvana

 
Zerbini Silvana

nato nel 1924
Roma

3 Racconti

5.3 min
Silvana ricorda benissimo il bombardamento di San Lorenzo: lei era appena sposata, lavorava al Pantheon e quando seppe delle bombe, pensando che il marito fosse in quella zona, scoppiò in lacrime mormorando che non era possibile restare vedova così resto. A San Lorenzo abitavano i nonni: la loro casa fu colpita da una bomba e ne rimase solo uno spicchio, quello dove per fortuna abitavano loro. A Silvana è capitato di dover scappare dai tedeschi all’uscita di un cinema: corro corri in un portone aperto do via Nazionale e poi su fino alle fontane sul terrazzo. E poi arrivarono gli americani: Silvana se li ricorda a via del Corso a lanciare cioccolata e caramelle.
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3.9 min
Quello di Silvana, nel 1943, fu un matrimonio di guerra: per il vestito da sposa aveva raccolto le tessere di tutti i parenti ed era riuscita a mettere insieme un vestito e un cappellino con la veletta. Il pranzo fu nella trattoria del cognato a via del Corso, a porte chiuse e col cibo procurato con la solita raccolta di tessere.
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4.1 min
Silvana da bambina era contenta di essere fascista, le piacevano la adunate, le piaceva la sua divisa da giovane italiana, le piaceva Mussolini: lo ricorda come un bell’uomo, forte, con la falce in mano ad arare i campi. In quel periodo la famiglia, che prima abitava alle Mura Vaticane, si trasferì a Monteverde dive abitavano parecchi fascisti. Un gerarca era loro vicino di casa che aveva dei figli con cui Silvana giocava, anche lei era povera. Ma il gerarca era contento, non aveva nulla in contrario.
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