Orfeo Mucci

 
Orfeo  Mucci

nato nel 1911
Roma

13 Racconti

2.5 min
Una volta le SS perquisirono la casa: Orfeo, già sposato, si era nascosto dietro la stanza dove dormiva il figlio e da uno spioncino ha visto la moglie che ha affrontato i tedeschi. Avevano deciso di portare via il ragazzo e di trattenerlo finchè il padre non fosse tornato da Viterbo. Quando hanno fatto il gesto di portarsi via il ragazzo, la moglie di Orfeo gli si è scagliata con le unghie contro gli occhi, come una furia. E la cosa è finita lì.
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2.1 min
Orfeo è stato fermato solo una volta durante un rastrellamento a Viale Liegi. Fu portato a piazza Ungheria, aveva in tasca materiali compromettenti che però fece in tempo a lasciare dentro una grande anfora nel portone del palazzo dove li avevano portati. Quando fu il suo turno, a chi lo interrogava, Orfeo disse che era un mazziere di Sua Santità il Papa e che alle 13 doveva assolutamente essere in Vaticano. Lo lasciarono andare. Orfeo giura che quella è stata l’unica volta che ha pronunciato le parole “Sua Santità”
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3.2 min
Nei quartieri Bandiera Rossa si era organizzata in cellule. Dal centro dell’organizzazione venivano consegnate delle tessere in modo da sapere che circolava all’interno delle cellule. I nomi veri di tutti li conoscevano solo i dirigenti. I membri delle cellule si conoscevano solo con i nomi di battaglia. Era un sistema sicuro e infatti Orfeo, che è entrato nell’organizzazione fin dall’inizio, non è mai stato arrestato. Niente spie dentro Bandiera Rossa.
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4.0 min
Bandiera Rossa era presente soprattutto nei quartieri operai: San Lorenzo, Cetocelle, Tor Pignattara, Quadraro. Orfeo come altri ragazzi renitenti alla leva, dormiva al Ramazzini a Porta Furba. Una notte venero svegliati verso le tre da un compagno partigiano: i tedeschi sembrava stessero accerchiando l’ospedale. In realtà stavano rastrellando il Quadraro, rastrellamento di rappresaglia perché tre tedeschi erano stati uccisi. Al Quadraro del resto si sapeva erano nascosti centinaia di renitenti alla leva e che era uno dei quartieri di forte opposizione politica. Furono portati via 1200 uomini, ne sono tornati una settantina.
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5.1 min
Quando c’era da trovare una squadra, andavano direttamente a Tor Pignattara dove i nazisti non entravano soprattutto dopo l’uccisione del collaboratore Stampacchia. A Tor Pignattara quando finivano i viveri, Bandiera Rossa organizzava l’assalto ai forni e successivamente veniva organizzata la distribuzione del pane o della farina. L’altro centro forte della Resistenza era Borgata Gordiani dove i cittadini chiedevano, sì, il pane, ma soprattutto la libertà. Borgata Gordiani era l entro dove venivano nascosti e poi trasferiti verso fuori Roma i militari sovietici.
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2.3 min
La Resistenza non sarebbe stata quello che è stato senza il rapporto di grandissima collaborazione dei cittadini di Roma che a volte hanno rischiato moltissimo. Molte famiglie, per esempio hanno ospitato prigionieri sovietici. Di solito arrivavano, venivano nascosti nel retrobottega di un negozio di piazza Cairoli, dove venivano dotati di abiti borghesi. Intanto in un laboratorio fotografico di piazza Vittorio, si preparavano i documenti falsi e così venivano trasferiti fuori Roma, in posti più tranquilli.
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3.0 min
Orfeo Mucci aveva saputo dal centro militare di Via Salaria che i tedeschi avrebbero rastrellato il ghetto di Roma e portato via gli ebrei ma non erano certi se sarebbe accaduto la notte del 16 o del 17. Orfeo aveva amici ebrei, era stato testimone di nozze di una coppia. Si recò subito dagli amici a piazza Costaguti per avvisare. Questi lo hanno creduto e si sono salvati ma altri volevano sapere la fonte della notizia, fonte che Orfeo, da capo partigiano, non poteva rivelare. Non ci hanno creduto e sono tra quelli che sono finiti ad Auschwitz
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1.4 min
Ci fu un primo compagno della formazione che era finito a Via Tasso e che era stato prima massacrato di botte e poi gettato da una finestra dichiarando che si era suicidato.
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5.7 min
Quando Vittorio Emanuele è scappato, Bandiera Rossa è scesa subito in piazza. I componenti sono andati a combattere a Porta San Paolo e alla Magliana. Subito dopo sono entrati in clandestinità. Una delle prime azioni, coordinata dalla cellula dell’Ufficio Statistica, fu di alterare le liste dei giovani di leva per evitare che fossero chiamati. La cellula alle Poste di Termini, intercettava tutte le lettere destinate al comando della Gestapo. Ai telefoni sabotavano le linee del Ministero della Guerra.
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3.2 min
Bandiera Rossa inizialmente si chiamava Scintilla. C’erano cellule in tutti i posti di lavoro anche ministeriali. Quando il 25 luglio cadde il fascismo, i partiti si erano sentiti liberati, invece Bandiera Rossa trasformò le cellule in gruppi di combattimento perché l’obiettivo, una volta finita la guerra, era di trasformare il paese in una repubblica socialista.
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