Macchiette

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  • raccontato da Dell'Erba Giovanni | 1952
  • caricato da Provincia di Roma - Per la memoria | 24/08/2011
Il paese aveva le sue macchiette. Quelli indimenticabili erano i due banditori; uno era offeso ad una gamba e girava con un motorino; l’altro aveva perso una mano giocando con un ordigno subito dopo la guerra. Quest’uomo beveva ed era spesso ubriaco: il giorno di capodanno, ubriaco rispose che non beveva dall’anno scorso, cioè dalla sera prima. Altra macchietta era un tipo che si era messo in testa di fare il costruttore ma le case erano sempre pericolanti. Poi c’era quello che non lavorava mai. C’era il balbuziente regolarmente preso in giro. C’era il prete che girava con una canna per bacchettare ragazzi che molestavano le ragazze. E ci fu quello che scrisse alla madre che la città dove faceva il militare era pieno di zoccole e la madre rispose che allora era come in campagna, pieno di topi. E quello che era andato in pellegrinaggio e raccontò di aver mangiato una cosa fredda che gocciolava: non sapeva nemmeno che era un gelato.
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