Salvatore Neri

 
Salvatore Neri

nato nel 1949
Civitavecchia

3 Racconti

1.9 min
Negli anni sessanta si è cominciato a vedere un po’ più di roba. Salvatore si ricorda il primo pallone di plastica vera conquistato con i punti dei formaggini, pallone di cui salvatore era gelosissimo. A dodici anni il padre lo ha mandato a bottega dagli artigiani. E’ stato dal vetraio, dal falegname, dal pizzicarolo a fare le commissioni: tutto per non restare per la strada a rischiare brutte abitudini. Poi ha cominciato a lavorare fisso in una vetreria ma solo di pomeriggio perché ancora la mattina andava a scuola.
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3.5 min
Salvatore abitava in una casa dove poi è stato costruito il cementificio. Quando la casa è stata distrutta Salvatore è andato ad abitare alla frasca tara che era tutta campagna. In mezzo alle macerie si trovava di tutto; molto ricercati i pezzi di ferro che i ragazzi rivendevano. Un giorno in una di queste ricerche, un ragazzino ha trovato, senza riconoscerla, una bomba a mano che lo ha ucciso mentre un altro vicino a lui è rimasto sfigurato per tutta la vita e che adesso lavora al comune. Per le feste non c’erano mai tanti regali. Il lavoro non mancava perché la città era tutta da ricostruire ma lavorare d’inverno era duro, la calce gelava e in generale nei mesi freddi si lavorava poco.
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2.0 min
Quando salvatore era bambino Civitavecchia era ancora distrutta dai bombardamenti. C’era tanta miseria ma anche tanta speranza di ricominciare. Si giocava a nascondino, a ruba bandiera; si facevano le palle con gli stracci. Erano tutti giochi di movimento, non c’era certo bisogno di andare in palestra. Si mangiava pane e olio, poco olio. Salvatore ha fatto il professionale fino al terzo anno.
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