La redazione di Paese Sera

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Roberto ci racconta la sua ricca ed emozionante esperienza nella redazione di Paese Sera, con illustri personaggi, i problemi economici e le questioni di partito
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COMMENTO

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Roberto46
05/07/2016 - alle ore19:57
Buonasera Laura Trafossi,
Il sito www.paeseserastory.it è un viaggio nostalgico basato tutto sulla memoria,
è come un libro, parte dal 1948 per fermarsi al 1994.
Racconta l’ingranaggio, su come funzionava la macchina Paese Sera e chi ci ha lavorato.
Mi dispiace, Paese Sera cartaceo ha sospeso le pubblicazioni nel 1994, e gli archivi, comprese le collezioni rilegate sono andati distrutti, tutto al macero.

Può entrare nel sito della Biblioteca Nazionale di Roma per consultare la microfilmatura che va dal 1963 al 1981 ma solo per le prime pagine.
Deve cliccare il link sotto per entrare nel sito della BNR.
Roberto P.

http://digitale.bnc.roma.sbn.it/tecadigitale/giornali/CFI0360717
Laura Trafossi
05/07/2016 - alle ore16:03
Complimenti per la sua dedizione e l'iniziativa di far rivivere "Paese Sera" online! Vorrei sapere se esiste un archivio completo - o quasi - del quotidiano; per motivi di studio mi sarebbe davvero molto utile.
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:15

STORIA, NASCITA, DELLA TESTATA E. . .
. . . PERSONAGGI IMPORTANTI CHE CI HANNO LAVORATO.

Per amore…solo per amore. E’ così che rispondo, quando qualcuno mi domanda perché un sito sulla storia del vecchio “Paese Sera” cartaceo. www.paeseserastory.it
Non esiste niente di simile nel panorama editoriale in internet. Nessun giornale, offre ai suoi lettori la sua storia, facendo vedere decine di fotografie con i tipografi, la redazione, le rotative al lavoro e con biografie dei direttori e dei redattori.
www.paeseserastory.it E’ un viaggio nostalgico che racconta l’ingranaggio Paese Sera, di come funzionava la macchina e di chi ci ha lavorato.
Il sito è dedicato ad Amerigo Terenzi il papà di “Paese Sera”, ai giornalisti, agli amministrativi, ai tipografi, e a tutti i lettori che lo hanno amato.
Mi ricordo, si, io mi ricordo…sono entrato a “Paese sera” negli anni 60 come fattorino, poi nel 1970 ho iniziato a lavorare al fotografico per 24 anni fino al 1994, data della sospensione delle pubblicazioni.
Quando ho sparato il sito in internet, ero preoccupato per la privacy delle persone, mi aspettavo reclami da parte di qualcuno nel vedere il proprio nome e la foto associati alla testata. Invece ho ricevuto mail accorate, gridate.." C'ero anch'io a Paese Sera, non voglio essere un fantasma !!..". A questi rispondo che ben vengano le bacchettate, servono ad arricchire il sito, non posso ricordare tutto, poi naturalmente giornalisti e poligrafici li inserisco collocati al posto giusto. I contatti con i parenti di chi non c'è più, tipografi che mi mandano foto storiche.
Paese Sera, una redazione in particolare quella degli anni 60, dove fare una passeggiata per i corridoi e sbirciando nelle varie stanze potevi incontrare Maurizio Costanzo, Dario Argento che era critico cinematografico, Pasquale Squitieri che si occupava di scuola, Adele Cambria, il poeta Gianni Rodari, firmava il Benelux. Biscardi, I collaboratori come Cesare Zavattini, P.P.Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, il fior fiore degli intellettuali di quel tempo. Tutte bellissime persone che erano le fondamenta di una testata storica, una grande scuola di giornalismo, dove chi ci ha lavorato mi scrive per contribuire a tenere viva la memoria della nostra bellissima avventura durata solo 44 anni.
Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata “Paese sera”. Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la loro professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello sport, e nel mondo dello spettacolo.
In origine “Il Paese” nato nel 1877 era un quotidiano edito a Palermo chiuso dal fascismo. E’ proprio l’antica testata palermitana del 1877 a dare l’idea ad Amerigo Terenzi (editore di sinistra molto vicino al PCI ) di partire nel 1948 per un’avventura che durerà 44 anni. Quindi Terenzi porta la testata a Roma e nel 1948 nasce “ Il Paese” poi nel 1949 “Paese Sera” della stessa tendenza politica e con il medesimo apparato direzionale.
“Il Paese” del dopoguerra nasce nel 1948 e nel 1949 “Paese sera”. L’ impatto con i lettori è tale che le due testate hanno un enorme successo.
Le testate nascono su iniziativa di un gruppo di intellettuali di sinistra, e proprio per questo successo editoriale viene coinvolto il PCI attraverso una sua società editoriale. Per partire alla grande ci voleva un grande giornalista, Amerigo Terenzi si ricordò di Tomaso Smith bravo cronista de “Il Messaggero” costretto dal regime fascista a lasciare il giornalismo, Smith per molti anni ha lavorato nel cinema come sceneggiatore ottenendo un ottimo successo. Tornato al giornalismo nel 1946 viene contattato da Terenzi, Smith non era comunista ma Terenzi riuscì a convincerlo a dirigere il neonato “Il Paese” e poi “Paese Sera”. Il 5 dicembre del 1949 usciva dunque il primo numero di Paese Sera.
Nel 1963 le due testate, redazioni e amministrazioni vengono fuse dando vita ad un “Paese sera” che nell’arco della giornata esce dalle rotative tre volte.
“Paese sera” a cavallo fra gli anni 50 e 60 era diventato il giornale da portare in tasca anche se si lavorava In un ministero, a differenza dell’unità, di cui si poteva essere etichettati ed avere qualche problema con il capo ufficio di turno. Era anche il secondo giornale acquistato durante la giornata, fatti accaduti durante la mattina si potevano leggere nel pomeriggio, cosa che con i quotidiani romani tradizionali bisognava aspettare la mattina dopo.
“Paese Sera” è la storia di un giornale Diverso che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare. La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Credo che ciascuno di noi, quando lavorava a Paese Sera, lo faceva con l’impegno di far riflettere le persone, dialogando e analizzando i
problemi del momento sia politici che sociali, la testata ne beneficiava di queste riflessioni. Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.

STORIA, NASCITA, DELLA TESTATA E. . .
. . . PERSONAGGI IMPORTANTI CHE CI HANNO LAVORATO.

Per amore…solo per amore. E’ così che rispondo, quando qualcuno mi domanda perché un sito sulla storia del vecchio “Paese Sera” cartaceo. www.paeseserastory.it
Non esiste niente di simile nel panorama editoriale in internet. Nessun giornale, offre ai suoi lettori la sua storia, facendo vedere decine di fotografie con i tipografi, la redazione, le rotative al lavoro e con biografie dei direttori e dei redattori.
www.paeseserastory.it E’ un viaggio nostalgico che racconta l’ingranaggio Paese Sera, di come funzionava la macchina e di chi ci ha lavorato.
Il sito è dedicato ad Amerigo Terenzi il papà di “Paese Sera”, ai giornalisti, agli amministrativi, ai tipografi, e a tutti i lettori che lo hanno amato.
Mi ricordo, si, io mi ricordo…sono entrato a “Paese sera” negli anni 60 come fattorino, poi nel 1970 ho iniziato a lavorare al fotografico per 24 anni fino al 1994, data della sospensione delle pubblicazioni.
Quando ho sparato il sito in internet, ero preoccupato per la privacy delle persone, mi aspettavo reclami da parte di qualcuno nel vedere il proprio nome e la foto associati alla testata. Invece ho ricevuto mail accorate, gridate.." C'ero anch'io a Paese Sera, non voglio essere un fantasma !!..". A questi rispondo che ben vengano le bacchettate, servono ad arricchire il sito, non posso ricordare tutto, poi naturalmente giornalisti e poligrafici li inserisco collocati al posto giusto. I contatti con i parenti di chi non c'è più, tipografi che mi mandano foto storiche.
Paese Sera, una redazione in particolare quella degli anni 60, dove fare una passeggiata per i corridoi e sbirciando nelle varie stanze potevi incontrare Maurizio Costanzo, Dario Argento che era critico cinematografico, Pasquale Squitieri che si occupava di scuola, Adele Cambria, il poeta Gianni Rodari, firmava il Benelux. Biscardi, I collaboratori come Cesare Zavattini, P.P.Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, il fior fiore degli intellettuali di quel tempo. Tutte bellissime persone che erano le fondamenta di una testata storica, una grande scuola di giornalismo, dove chi ci ha lavorato mi scrive per contribuire a tenere viva la memoria della nostra bellissima avventura durata solo 44 anni.
Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata “Paese sera”. Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la loro professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello sport, e nel mondo dello spettacolo.
In origine “Il Paese” nato nel 1877 era un quotidiano edito a Palermo chiuso dal fascismo. E’ proprio l’antica testata palermitana del 1877 a dare l’idea ad Amerigo Terenzi (editore di sinistra molto vicino al PCI ) di partire nel 1948 per un’avventura che durerà 44 anni. Quindi Terenzi porta la testata a Roma e nel 1948 nasce “ Il Paese” poi nel 1949 “Paese Sera” della stessa tendenza politica e con il medesimo apparato direzionale.
“Il Paese” del dopoguerra nasce nel 1948 e nel 1949 “Paese sera”. L’ impatto con i lettori è tale che le due testate hanno un enorme successo.
Le testate nascono su iniziativa di un gruppo di intellettuali di sinistra, e proprio per questo successo editoriale viene coinvolto il PCI attraverso una sua società editoriale. Per partire alla grande ci voleva un grande giornalista, Amerigo Terenzi si ricordò di Tomaso Smith bravo cronista de “Il Messaggero” costretto dal regime fascista a lasciare il giornalismo, Smith per molti anni ha lavorato nel cinema come sceneggiatore ottenendo un ottimo successo. Tornato al giornalismo nel 1946 viene contattato da Terenzi, Smith non era comunista ma Terenzi riuscì a convincerlo a dirigere il neonato “Il Paese” e poi “Paese Sera”. Il 5 dicembre del 1949 usciva dunque il primo numero di Paese Sera.
Nel 1963 le due testate, redazioni e amministrazioni vengono fuse dando vita ad un “Paese sera” che nell’arco della giornata esce dalle rotative tre volte.
“Paese sera” a cavallo fra gli anni 50 e 60 era diventato il giornale da portare in tasca anche se si lavorava In un ministero, a differenza dell’unità, di cui si poteva essere etichettati ed avere qualche problema con il capo ufficio di turno. Era anche il secondo giornale acquistato durante la giornata, fatti accaduti durante la mattina si potevano leggere nel pomeriggio, cosa che con i quotidiani romani tradizionali bisognava aspettare la mattina dopo.
“Paese Sera” è la storia di un giornale Diverso che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare. La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Credo che ciascuno di noi, quando lavorava a Paese Sera, lo faceva con l’impegno di far riflettere le persone, dialogando e analizzando i
problemi del momento sia politici che sociali, la testata ne beneficiava di queste riflessioni. Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.







Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:14
Il sito nostalgico su Paese Sera www.paeseserastory.it è come un libro, parte nel 1948 e finisce nel 1994. Racconta l'ingranaggio, su come funzionava la macchina e chi ci ha lavorato. Sembrerebbe un sito per gli addetti ai lavori ma in realtà molti ci si riconoscono semplicemente per aver frequentato la redazione. A Roma, quando qualcosa non andava bene era normale dire:" Ora lo dico a Paese Sera.."...

Parliamo un attimino del Paese Sera Cartaceo degli anni 1948-1994.
Il lavoro redaziona cominciava la mattina presto, Paese Sera arrivava in edicola tre volte durante l’arco della giornata, c’era una edizione del mattino, una del pomeriggio e l’edizione della sera denominata ore 21. Naturalmente i redattori e poligrafici si alternavano con dei turni, chi prendeva servizio la mattina per l’edizione pomeridiana e chi prendeva servizio la sera per l’edizione del mattino.
E' la storia di "Un Giornale Diverso" che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare.
La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:13
Un aneddoto da www.paeseserastory.it “PAESE SERA” NASCE DALLE CENERI DE “LA REPUBBLICA”
Era il 1949, Il successo de "Il Paese" quotidiano del mattino- indusse i finanziatori del giornale a progettare una edizione pomeridiana, ma autonoma e diversa nella forma e nel tono rispetto alla testata madre. Il nuovo quotidiano del pomeriggio si sarebbe chiamato Paese Sera. Questa decisione era già nell’aria fu affrettata dalla fine ingloriosa del quotidiano pomeridiano schierato a sinistra e che già usciva da qualche tempo "La Repubblica" Una testata che sarà riesumata da Eugenio Scalfari 30 anni dopo. Nonostante una redazione capace, La Repubblica aveva più di una volta imboccato strade avventurose. Fu però una imperdonabile “gaffe storica” commessa nelle elezioni del 18 aprile che ne decretò la condanna a morte. Quando ancora non si conoscevano i dati ufficiali sulla base di indiscrezioni non controllate, La Repubblica soprattutto su pressione dell’impulsivo leader comunista Giancarlo Pajetta, uscì con un vistosissimo titolo che prendeva tutta la prima pagina “Il fronte popolare ha vinto”. Mentre nelle strade della capitale gli strilloni ripetevano a gran voce quel grido di vittoria, era avvenuto esattamente il contrario. Aveva vinto, anzi stravinto, la Democrazia Cristiana. Le copie de "La Repubblica" vennero frettolosamente ritirate dalle edicole. Gli strilloni tacquero. I lettori della Repubblica restarono molto sconcertati. Morale: "Paese Sera" si sostituì a "La Repubblica" nel 1949 che a sua volta dopo 30anni si sostituì a "Paese Sera".
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:13
Un aneddoto da www.paeseserastory.it MAURIZIO COSTANZO INIZIA NEL 1956 NELLA MITICA REDAZIONE
(n.f. Costanzo ai tempi di quando era uno studente che studiava nella grande scuola di giornalismo che è stata Paese Sera)
Era il 1956, Maurizio Costanzo seguiva il Tour de France dalla radio della redazione, ma sulle pagine sportive era inviato speciale e firmava con lo pseudonimo di Maurice Constance. Costanzo in seguito curerà una sua rubrica intitolata “L’Impiegato”, era sulla vita piccolo borghese della Roma dei
ministeri. Racconta Maurizio ………All’epoca per poter lavorare a “Paese sera”, quasi bisognava pagare tanto era povero il giornale”.Avevo quasi diciassette anni o li avevo compiuti da poco, quando, tramite una segnalazione, che potremmo chiamare anche raccomandazione, arrivai al Paese Sera che aveva la redazione a Roma in via IV Novembre. Mi fu precisato che avrei collaborato e fu aggiunto, a scanso di equivoci, che non mi avrebbero dato una lira. Hanno mantenuto la promessa sia per la collaborazione come per il non pagamento. Per motivi che mi sfuggono, fui mandato allo sport, che in realtà non era al centro delle mie attenzioni.
C’era nella stanza Dario Beni Jr, che si occupava di ciclismo e che da quel momento mi chiamò “volontario d’agosto”, perché era agosto e io non facevo che occupare posti di giornalisti via via in ferie. D’altra parte era tutto talmente meraviglioso che non stavo lì a interrogarmi. Però qualcosa dovevo scrivere e ad un tavolo accanto a quello di Dario Beni Jr sedeva Antonio Ghirelli, che era vice capo servizio dello sport di Paese Sera, il quale mi domandò: “Ma tu quali sport conosci un po’ di più?”. Mi strinsi nelle spalle, mi accorsi che Dario Beni si era allontanato momentaneamente e dissi: “Forse il ciclismo. Certamente mi piace …”. Non avrei mai avuto il coraggio di dire davanti a un inviato di ciclismo che quello era lo sport che preferivo per scrivere. Ghirelli mi disse di sedermi a un tavolo libero e di aspettare. L’attesa non ricordo se durò due o tre giorni, poi una mattina Ghirelli mi passò un po’ di agenzie dicendomi: “Guarda, segui tu il giro del Belgio, stando ovviamente qui. Io ti do di volta in volta le agenzie che ne parlano e tu fai finta di seguire la corsa”. Cominciai con una forzatura della realtà, ma cosa importa: cominciai. Come detto, Ghirelli mi diede un po’ di agenzie e io cercai di raccontare al meglio la tappa del giro ciclistico del Belgio. Poi consegnai quanto scritto a Ghirelli che fece piccole correzioni e scrisse qualcosa. Nelle pagine sportive del Paese Sera lessi: “Giro del Belgio dal nostro inviato, e la firma Maurice Costance”. Ghirelli si era inventato questo inviato, che era evidentemente di quelle parti.Ero un anno avanti a scuola e quindi nei miei diciassette anni conseguii la maturità classica e coronai il mio sogno di sempre: fare il giornalista, ancorché volontario, in un agosto assolato in via IV Novembre a Roma. Mi emoziona che la testata Paese Sera sia tornata in circolazione.
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:12
Un aneddoto da www.paeseserastory.it
La testata giallo rossa….
Nel 1983 quando la Roma ha vinto lo scudetto, una votazione fra i redattori
sportivi decise che la testata poteva uscire a colori giallo e rossa.
Il direttore Claudio Fracassi fu d’accordo seppur preoccupato per l’impatto che questa avrebbe avuto con i lettori laziali. Dopo la pubblicazione molte telefonate di protesta arrivarono al giornale, tanti lettori laziali giurarono che non
avrebbero più acquistato “Paese sera”. Furono di parola, per alcune settimane le vendite calarono, per fortuna la maggior parte dei lettori erano lupacchiotti.
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:12
Un aneddoto da www.paeseserastory.it SU CLAUDIO VILLA COLLABORATORE IN REDAZIONE
Durante il festival di S.Remo, ma non solo, avevamo un collaboratore d’eccezione, Claudio Villa, scriveva per “Paese sera” quello che aveva visto e ascoltato la sera prima in televisione. Arrivava in redazione girando per i corridoi e salutando tutti, poi dopo aver salutato il direttore Giorgio Cingoli si infilava nella stanza degli spettacoli per scrivere il suo pezzo. La macchina da scrivere doveva aspettare molto prima che arrivasse l'ispirazione, lo vedevi che guardava il soffitto, poi la finestra dove a volte salutava le monache che erano di fronte a noi, e guai a chi lo distraeva, ti rispondeva: " Lassame perde adesso che ciò da fa..."..
Una mattina al terzo piano si apre l’ascensore e ne esce Claudio Villa, fa per avviarsi nel corridoio per raggiungere la stanza degli spettacoli, e proprio in quel momento Mimma delle pulizie lavora al pavimento, a Mimma gli si illuminano gli occhi e lancia un bel sorriso a Claudio che gli tende la mano per salutarla dicendogli..” Buongiorno bella signora”. Mimma non gli tende la mano gli dice che è bagnata, Claudio per tutta risposta infila tutto il braccio nel secchio d’acqua poi lo tira fuori tutto bagnato diicendo: ” Mo semo pari, damme sta mano”.
Roberto46
09/06/2015 - alle ore19:11
Un aneddoto da www.paeseserastory.it Su CARLO VERDONE ..……….L’inizio di una grande carriera.
Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977. Christian De Sica: "lo presentai ad un teatrino di Roma, l'Alberico,
dove lavorava mio cognato" Il primo spettacolo di Carlo è stato.."Tali e Quali". Un debutto che non passa inosservato, e che lascia
il segno: Carlo Verdone: "dopo tre sere che venivano parenti e amici, la quarta sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci
dicemmo – è andata così pero ci siamo divertiti – stavo abbassando la saracinesca del teatro, quando… un signore si avvicinò e disse….
“Scusate ma non c’è la rappresentazione? Sono venuto a vedere Carlo Verdone”. L’ho guardato e da bamboccione che ero, perché io
bamboccione lo ero veramente all’epoca, ho riacceso le luci e feci lo spettacolo solo per lui. Alla fine si sentì un applauso, un applauso
lunghissimo fatto dall’ unico signore In sala. Io e i miei amici ci guardavamo e il signore non smetteva di battere le mani, e noi a
inchinarci e ringraziare, però a mezza bocca dicevo ai colleghi…….“ Ma che ce sta a piglià per il culo questo?”. Il giorno dopo mi
chiamano e mi dicono – hai letto Paese Sera? – Insomma, Franco Cordelli, quello venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera
che scrisse – “E’ nato un nuovo Fregoli". Mezza pagina negli spettacoli, quasi svenni. Grazie a Paese Sera, ho avuto la molla per continuare.
Racconti
31/07/2014 - alle ore02:49
Un aneddoto da www.paeseserastory.it Su CARLO VERDONE ..……….L’inizio di una grande carriera.
Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977. Christian De Sica: "lo presentai ad un teatrino di Roma, l'Alberico,
dove lavorava mio cognato" Il primo spettacolo di Carlo è stato.."Tali e Quali". Un debutto che non passa inosservato, e che lascia
il segno: Carlo Verdone: "dopo tre sere che venivano parenti e amici, la quarta sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci
dicemmo – è andata così pero ci siamo divertiti – stavo abbassando la saracinesca del teatro, quando… un signore si avvicinò e disse….
“Scusate ma non c’è la rappresentazione? Sono venuto a vedere Carlo Verdone”. L’ho guardato e da bamboccione che ero, perché io
bamboccione lo ero veramente all’epoca, ho riacceso le luci e feci lo spettacolo solo per lui. Alla fine si sentì un applauso, un applauso
lunghissimo fatto dall’ unico signore In sala. Io e i miei amici ci guardavamo e il signore non smetteva di battere le mani, e noi a
inchinarci e ringraziare, però a mezza bocca dicevo ai colleghi…….“ Ma che ce sta a piglià per il culo questo?”. Il giorno dopo mi
chiamano e mi dicono – hai letto Paese Sera? – Insomma, Franco Cordelli, quello venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera
che scrisse – “E’ nato un nuovo Fregoli". Mezza pagina negli spettacoli, quasi svenni. Grazie a Paese Sera, ho avuto la molla per continuare.
jonny55
31/07/2014 - alle ore02:38
Un aneddoto da www.paeseserastory.it “PAESE SERA” NASCE DALLE CENERI DE “LA REPUBBLICA”
Era il 1949, Il successo de "Il Paese" quotidiano del mattino- indusse i finanziatori del giornale a progettare una edizione pomeridiana, ma autonoma e diversa nella forma e nel tono rispetto alla testata madre. Il nuovo quotidiano del pomeriggio si sarebbe chiamato Paese Sera. Questa decisione era già nell’aria fu affrettata dalla fine ingloriosa del quotidiano pomeridiano schierato a sinistra e che già usciva da qualche tempo "La Repubblica" Una testata che sarà riesumata da Eugenio Scalfari 30 anni dopo. Nonostante una redazione capace, La Repubblica aveva più di una volta imboccato strade avventurose. Fu però una imperdonabile “gaffe storica” commessa nelle elezioni del 18 aprile che ne decretò la condanna a morte. Quando ancora non si conoscevano i dati ufficiali sulla base di indiscrezioni non controllate, La Repubblica soprattutto su pressione dell’impulsivo leader comunista Giancarlo Pajetta, uscì con un vistosissimo titolo che prendeva tutta la prima pagina “Il fronte popolare ha vinto”. Mentre nelle strade della capitale gli strilloni ripetevano a gran voce quel grido di vittoria, era avvenuto esattamente il contrario. Aveva vinto, anzi stravinto, la Democrazia Cristiana. Le copie de "La Repubblica" vennero frettolosamente ritirate dalle edicole. Gli strilloni tacquero. I lettori della Repubblica restarono molto sconcertati. Morale: "Paese Sera" si sostituì a "La Repubblica" nel 1949 che a sua volta dopo 30anni si sostituì a "Paese Sera".
jonny55
31/07/2014 - alle ore02:38
Una testimonianza che non fa una piega mentre oggi è una piaga aver chiuso quelle case.
E intanto si continua ai bordi delle strade o presso abitazioni "onorevoli" con tanta soddisfazione della gente "perbene". Vaticano compreso!
jonny55
30/07/2014 - alle ore02:30
That was amezing speach
In a show replete with surprising historical detail, one fact rises to the top.


Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:22
LA STORIA DI UN GIORNALE DIVERSO
Paese Sera, una redazione in particolare quella degli anni 60, dove fare una passeggiata per i corridoi e sbirciando nelle varie stanze potevi incontrare Maurizio Costanzo, Dario Argento che era critico cinematografico, Pasquale Squitieri che si occupava di scuola, Adele Cambria, il poeta Gianni Rodari, firmava il Benelux. Biscardi, I collaboratori come Cesare Zavattini, P.P.Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, il fior fiore degli intellettuali di quel tempo. Tutte bellissime persone che erano le fondamenta di una testata storica, una grande scuola di giornalismo, dove chi ci ha lavorato mi scrive per contribuire a tenere viva la memoria della nostra bellissima avventura durata solo 44 anni.
Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata “Paese sera”. Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la loro professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello sport, e nel mondo dello spettacolo.
In origine “Il Paese” nato nel 1877 era un quotidiano edito a Palermo chiuso dal fascismo. E’ proprio l’antica testata palermitana del 1877 a dare l’idea ad Amerigo Terenzi (editore di sinistra molto vicino al PCI ) di partire nel 1948 per un’avventura che durerà 44 anni. Quindi Terenzi porta la testata a Roma e nel 1948 nasce “ Il Paese” poi nel 1949 “Paese Sera” della stessa tendenza politica e con il medesimo apparato direzionale.
“Il Paese” del dopoguerra nasce nel 1948 e nel 1949 “Paese sera”. L’ impatto con i lettori è tale che le due testate hanno un enorme successo.
Le testate nascono su iniziativa di un gruppo di intellettuali di sinistra, e proprio per questo successo editoriale viene coinvolto il PCI attraverso una sua società editoriale. Per partire alla grande ci voleva un grande giornalista, Amerigo Terenzi si ricordò di Tomaso Smith bravo cronista de “Il Messaggero” costretto dal regime fascista a lasciare il giornalismo, Smith per molti anni ha lavorato nel cinema come sceneggiatore ottenendo un ottimo successo. Tornato al giornalismo nel 1946 viene contattato da Terenzi, Smith non era comunista ma Terenzi riuscì a convincerlo a dirigere il neonato “Il Paese” e poi “Paese Sera”. Il 5 dicembre del 1949 usciva dunque il primo numero di Paese Sera.
Nel 1963 le due testate, redazioni e amministrazioni vengono fuse dando vita ad un “Paese sera” che nell’arco della giornata esce dalle rotative tre volte.
“Paese sera” a cavallo fra gli anni 50 e 60 era diventato il giornale da portare in tasca anche se si lavorava In un ministero, a differenza dell’unità, di cui si poteva essere etichettati ed avere qualche problema con il capo ufficio di turno. Era anche il secondo giornale acquistato durante la giornata, fatti accaduti durante la mattina si potevano leggere nel pomeriggio, cosa che con i quotidiani romani tradizionali bisognava aspettare la mattina dopo.
“Paese Sera” è la storia di un giornale Diverso che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare. La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Credo che ciascuno di noi, quando lavorava a Paese Sera, lo faceva con l’impegno di far riflettere le persone, dialogando e analizzando i
problemi del momento sia politici che sociali, la testata ne beneficiava di queste riflessioni. Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:20
Parliamo un attimino del Paese Sera Cartaceo degli anni 1948-1994.
Il lavoro redaziona cominciava la mattina presto, Paese Sera arrivava in edicola tre volte durante l’arco della giornata, c’era una edizione del mattino, una del pomeriggio e l’edizione della sera denominata ore 21. Naturalmente i redattori e poligrafici si alternavano con dei turni, chi prendeva servizio la mattina per l’edizione pomeridiana e chi prendeva servizio la sera per l’edizione del mattino.
E' la storia di "Un Giornale Diverso" che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare.
La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:18
“PAESE SERA” NASCE NEL 1949 DALLE CENERI DE “LA REPUBBLICA”
Era il 1949, Il successo de "Il Paese" quotidiano del mattino- indusse i finanziatori del giornale a progettare una edizione pomeridiana, ma autonoma e diversa nella forma e nel tono rispetto alla testata madre. Il nuovo quotidiano del pomeriggio si sarebbe chiamato Paese Sera. Questa decisione era già nell’aria fu affrettata dalla fine ingloriosa del quotidiano pomeridiano schierato a sinistra e che già usciva da qualche tempo "La Repubblica" Una testata che sarà riesumata da Eugenio Scalfari 30 anni dopo. Nonostante una redazione capace, La Repubblica aveva più di una volta imboccato strade avventurose. Fu però una imperdonabile “gaffe storica” commessa nelle elezioni del 18 aprile che ne decretò la condanna a morte. Quando ancora non si conoscevano i dati ufficiali sulla base di indiscrezioni non controllate, La Repubblica soprattutto su pressione dell’impulsivo leader comunista Giancarlo Pajetta, uscì con un vistosissimo titolo che prendeva tutta la prima pagina “Il fronte popolare ha vinto”. Mentre nelle strade della capitale gli strilloni ripetevano a gran voce quel grido di vittoria, era avvenuto esattamente il contrario. Aveva vinto, anzi stravinto, la Democrazia Cristiana. Le copie de "La Repubblica" vennero frettolosamente ritirate dalle edicole. Gli strilloni tacquero. I lettori della Repubblica restarono molto sconcertati. Morale: "Paese Sera" si sostituì a "La Repubblica" nel 1949 che a sua volta dopo 30anni si sostituì a "Paese Sera".
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:17
MAURIZIO COSTANZO INIZIA NEL 1956 NELLA MITICA REDAZIONE
Era il 1956, Maurizio Costanzo seguiva il Tour de France dalla radio della redazione, ma sulle pagine sportive era inviato speciale e firmava con lo pseudonimo di Maurice Constance. Costanzo in seguito curerà una sua rubrica intitolata “L’Impiegato”, era sulla vita piccolo borghese della Roma dei ministeri. Racconta Maurizio …All’epoca per poter lavorare a “Paese sera”, quasi bisognava pagare tanto era povero il giornale”.Avevo quasi diciassette anni o li avevo compiuti da poco, quando, tramite una segnalazione, che potremmo chiamare anche raccomandazione, arrivai al Paese Sera che aveva la redazione a Roma in via IV Novembre. Mi fu precisato che avrei collaborato e fu aggiunto, a scanso di equivoci, che non mi avrebbero dato una lira. Hanno mantenuto la promessa sia per la collaborazione come per il non pagamento. Per motivi che mi sfuggono, fui mandato allo sport, che in realtà non era al centro delle mie attenzioni.
C’era nella stanza Dario Beni Jr, che si occupava di ciclismo e che da quel momento mi chiamò “volontario d’agosto”, perché era agosto e io non facevo che occupare posti di giornalisti via via in ferie. D’altra parte era tutto talmente meraviglioso che non stavo lì a interrogarmi. Però qualcosa dovevo scrivere e ad un tavolo accanto a quello di Dario Beni Jr sedeva Antonio Ghirelli, che era vice capo servizio dello sport di Paese Sera, il quale mi domandò: “Ma tu quali sport conosci un po’ di più?”. Mi strinsi nelle spalle, mi accorsi che Dario Beni si era allontanato momentaneamente e dissi: “Forse il ciclismo. Certamente mi piace …”. Non avrei mai avuto il coraggio di dire davanti a un inviato di ciclismo che quello era lo sport che preferivo per scrivere. Ghirelli mi disse di sedermi a un tavolo libero e di aspettare. L’attesa non ricordo se durò due o tre giorni, poi una mattina Ghirelli mi passò un po’ di agenzie dicendomi: “Guarda, segui tu il giro del Belgio, stando ovviamente qui. Io ti do di volta in volta le agenzie che ne parlano e tu fai finta di seguire la corsa”. Cominciai con una forzatura della realtà, ma cosa importa: cominciai. Come detto, Ghirelli mi diede un po’ di agenzie e io cercai di raccontare al meglio la tappa del giro ciclistico del Belgio. Poi consegnai quanto scritto a Ghirelli che fece piccole correzioni e scrisse qualcosa. Nelle pagine sportive del Paese Sera lessi: “Giro del Belgio dal nostro inviato, e la firma Maurice Costance”. Ghirelli si era inventato questo inviato, che era evidentemente di quelle parti.Ero un anno avanti a scuola e quindi nei miei diciassette anni conseguii la maturità classica e coronai il mio sogno di sempre: fare il giornalista, ancorché volontario, in un agosto assolato in via IV Novembre a Roma. Mi emoziona che la testata Paese Sera, anche se solo on line, sia tornata in circolazione.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:14
GIANNI BONCOMPAGNI
Racconta Gianni Boncompagni, di essere andato diverse volte a casa di Giorgio Cingoli, direttore di “Paese Sera”, che era un comunista moderno. Frequentando la redazione di “Paese Sera”, Boncompagni conobbe anche un Redattore del giornale di Cingoli, militante (e francamente esagerato) della causa. “Non aveva nemmeno il frigorifero a casa, perché diceva che lui era
contro il consumismo americano. La moglie lo voleva ammazzare.
Per anni sono andati avanti così. Boncompagni stupefatto gli chiese : scusa, ma come è possibile? E lui, senza fare una piega: no, a me non mi fregano, gli americani col frigorifero non mi fregano. E avanti così. La moglie si lamentava sempre: a casa nostra è tutto caldo, si muore di caldo. Povera donna. Sono i paradossi del comunismo religioso. Cingoli lo sfotteva sempre, questo suo redattore esagerato”.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:13
LUCA GIURATO CRONISTA A PAESE SERA
Erano i primi anni 60, Luca Giurato, quando si presentò per un colloquio davanti al direttore Fausto Coen per entrare a far parte della redazione, il direttore rimase in silenzio , lo guardò attentamente e poi disse: “Si va bene, hai la faccia da Paese Sera, trovati un tavolo in cronaca e buon lavoro..”.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:12
NEL 1983 La testata giallo rossa….
Nel 1983 quando la Roma ha vinto lo scudetto, una votazione fra i redattori
sportivi decise che la testata poteva uscire a colori giallo e rossa.
Il direttore Claudio Fracassi fu d’accordo seppur preoccupato per l’impatto che questa avrebbe avuto con i lettori laziali. Dopo la pubblicazione molte telefonate di protesta arrivarono al giornale, tanti lettori laziali giurarono che non
avrebbero più acquistato “Paese sera”. Furono di parola, per alcune settimane le vendite calarono, per fortuna la maggior parte dei lettori erano lupacchiotti.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:11
CLAUDIA MORI VINCE UN CONCORSO SU PAESE SERA E….
La sua carriera inizia nel 1958 quando assieme a tante altre migliaia di ragazze, invia da Ostia una busta, la busta contiene una sua foto, un primo piano che vince un concorso indetto da Paese Sera. Si sta cercando la protagonista per il film "Cerasella". Subito viene notata per la sua bellezza disincantata dal regista Raffaello Matarazzo che la scrittura per un suo film, le affida la parte di protagonista nel film del 1959 ispirato all'omonima canzone, affiancando Massimo Girotti, qualche anno più tardi meglio noto come Terence Hill.
E’ l’occasione per il suo debutto nel mondo dello spettacolo. Poi naturalmente, in seguito Claudia diventerà la moglie del molleggiato nazionale, Adriano Celentano. E’ proprio il caso di dire........”Galeotto fu Paese Sera”.
Roberto46
30/10/2013 - alle ore09:10
CLAUDIO VILLA COLLABORATORE NELLA REDAZIONE DI PAESE SERA NEGLI ANNI 60
Durante il festival di S.Remo, ma non solo, avevamo un collaboratore d’eccezione, Claudio Villa, scriveva per “Paese sera” quello che aveva visto e ascoltato la sera prima in televisione. Arrivava in redazione girando per i corridoi e salutando tutti, poi dopo aver salutato il direttore Giorgio Cingoli si infilava nella stanza degli spettacoli per scrivere il suo pezzo. La macchina da scrivere doveva aspettare molto prima che arrivasse l'ispirazione, lo vedevi che guardava il soffitto, poi la finestra dove a volte salutava le monache che erano di fronte a noi, e guai a chi lo distraeva, ti rispondeva: " Lassame perde adesso che ciò da fa..."..
Una mattina al terzo piano si apre l’ascensore e ne esce Claudio Villa, fa per avviarsi nel corridoio per raggiungere la stanza degli spettacoli, e proprio in quel momento Mimma delle pulizie lavora al pavimento, a Mimma gli si illuminano gli occhi e lancia un bel sorriso a Claudio che gli tende la mano per salutarla dicendogli..” Buongiorno bella signora”. Mimma non gli tende la mano gli dice che è bagnata, Claudio per tutta risposta infila tutto il braccio nel secchio d’acqua poi lo tira fuori tutto bagnato diicendo: ” Mo semo pari, damme sta mano”.
Roberto46
16/07/2013 - alle ore12:10
A “Paese Sera”, è cresciuta una generazione di giornalisti, saggisti, e di
politici.
Negli anni 50 scrivere su “Paese Sera”, diventa la massima aspirazione di
molti intellettuali.
L'emozione di firmare accanto a Norberto Bobbio, Eugenio Garin, Galante
Garrone, Roberto Rossellini, e a giovani che stanno per diventare
importanti - Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini, Cesare Zavattini, Ferdinando
Camon, Tullio de Mauro, Antonio Ghirelli, Felice Chilanti, Marco Cesarini
Sforza, Ruggero Zangrandi, Augusto Livi, Jolena Baldini (Berenice),
Giorgio Signorini, Nicola Cattedra, Piero Dallamano, Luigi Biamonte,
Michele Salerno. Fila interminabile; impossibile ricordarli tutti.
Roberto46
16/07/2013 - alle ore12:08
Il sito nostalgico su Paese Sera www.paeseserastory.it è come un libro, parte nel 1948 e finisce nel 1994. Racconta l'ingranaggio, su come funzionava la macchina e chi ci ha lavorato. Sembrerebbe un sito per gli addetti ai lavori ma in realtà molti ci si riconoscono semplicemente per aver frequentato la redazione. A Roma, quando qualcosa non andava bene era normale dire:" Ora lo dico a Paese Sera.."...

Parliamo un attimino del Paese Sera Cartaceo degli anni 1948-1994.
Il lavoro redaziona cominciava la mattina presto, Paese Sera arrivava in edicola tre volte durante l’arco della giornata, c’era una edizione del mattino, una del pomeriggio e l’edizione della sera denominata ore 21. Naturalmente i redattori e poligrafici si alternavano con dei turni, chi prendeva servizio la mattina per l’edizione pomeridiana e chi prendeva servizio la sera per l’edizione del mattino.
E' la storia di "Un Giornale Diverso" che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare.
La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.
giorgiocap
21/03/2013 - alle ore11:51
la mia mail è giorgio.cappozzo@gmail.com

grazie
giorgiocap
21/03/2013 - alle ore11:45
Vorrei entrare in contatto con il signor Puglielli per un libro su Paese Sera e Amerigo Terenzi. È possibile avere un recapito telefonico o una mail? Grazie.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:59
STORIA, NASCITA, DELLA TESTATA E. . .
. . . PERSONAGGI IMPORTANTI CHE CI HANNO LAVORATO.

Per amore…solo per amore. E’ così che rispondo, quando qualcuno mi domanda perché un sito sulla storia del vecchio “Paese Sera” cartaceo. www.paeseserastory.it
Non esiste niente di simile nel panorama editoriale in internet. Nessun giornale, offre ai suoi lettori la sua storia, facendo vedere decine di fotografie con i tipografi, la redazione, le rotative al lavoro e con biografie dei direttori e dei redattori.
www.paeseserastory.it E’ un viaggio nostalgico che racconta l’ingranaggio Paese Sera, di come funzionava la macchina e di chi ci ha lavorato.
Il sito è dedicato ad Amerigo Terenzi il papà di “Paese Sera”, ai giornalisti, agli amministrativi, ai tipografi, e a tutti i lettori che lo hanno amato.
Mi ricordo, si, io mi ricordo…sono entrato a “Paese sera” negli anni 60 come fattorino, poi nel 1970 ho iniziato a lavorare al fotografico per 24 anni fino al 1994, data della sospensione delle pubblicazioni.
Quando ho sparato il sito in internet, ero preoccupato per la privacy delle persone, mi aspettavo reclami da parte di qualcuno nel vedere il proprio nome e la foto associati alla testata. Invece ho ricevuto mail accorate, gridate.." C'ero anch'io a Paese Sera, non voglio essere un fantasma !!..". A questi rispondo che ben vengano le bacchettate, servono ad arricchire il sito, non posso ricordare tutto, poi naturalmente giornalisti e poligrafici li inserisco collocati al posto giusto. I contatti con i parenti di chi non c'è più, tipografi che mi mandano foto storiche.
Paese Sera, una redazione in particolare quella degli anni 60, dove fare una passeggiata per i corridoi e sbirciando nelle varie stanze potevi incontrare Maurizio Costanzo, Dario Argento che era critico cinematografico, Pasquale Squitieri che si occupava di scuola, Adele Cambria, il poeta Gianni Rodari, firmava il Benelux. Biscardi, I collaboratori come Cesare Zavattini, P.P.Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini, il fior fiore degli intellettuali di quel tempo. Tutte bellissime persone che erano le fondamenta di una testata storica, una grande scuola di giornalismo, dove chi ci ha lavorato mi scrive per contribuire a tenere viva la memoria della nostra bellissima avventura durata solo 44 anni.
Sono molti i giornalisti che hanno studiato nella grande Scuola di giornalismo che è stata “Paese sera”. Quei ragazzi (di cui scoprirai i nomi navigando nel sito) oggi effettuano la loro professione nelle varie testate giornalistiche nazionali, nelle televisioni, nello sport, e nel mondo dello spettacolo.
In origine “Il Paese” nato nel 1877 era un quotidiano edito a Palermo chiuso dal fascismo. E’ proprio l’antica testata palermitana del 1877 a dare l’idea ad Amerigo Terenzi (editore di sinistra molto vicino al PCI ) di partire nel 1948 per un’avventura che durerà 44 anni. Quindi Terenzi porta la testata a Roma e nel 1948 nasce “ Il Paese” poi nel 1949 “Paese Sera” della stessa tendenza politica e con il medesimo apparato direzionale.
“Il Paese” del dopoguerra nasce nel 1948 e nel 1949 “Paese sera”. L’ impatto con i lettori è tale che le due testate hanno un enorme successo.
Le testate nascono su iniziativa di un gruppo di intellettuali di sinistra, e proprio per questo successo editoriale viene coinvolto il PCI attraverso una sua società editoriale. Per partire alla grande ci voleva un grande giornalista, Amerigo Terenzi si ricordò di Tomaso Smith bravo cronista de “Il Messaggero” costretto dal regime fascista a lasciare il giornalismo, Smith per molti anni ha lavorato nel cinema come sceneggiatore ottenendo un ottimo successo. Tornato al giornalismo nel 1946 viene contattato da Terenzi, Smith non era comunista ma Terenzi riuscì a convincerlo a dirigere il neonato “Il Paese” e poi “Paese Sera”. Il 5 dicembre del 1949 usciva dunque il primo numero di Paese Sera.
Nel 1963 le due testate, redazioni e amministrazioni vengono fuse dando vita ad un “Paese sera” che nell’arco della giornata esce dalle rotative tre volte.
“Paese sera” a cavallo fra gli anni 50 e 60 era diventato il giornale da portare in tasca anche se si lavorava In un ministero, a differenza dell’unità, di cui si poteva essere etichettati ed avere qualche problema con il capo ufficio di turno. Era anche il secondo giornale acquistato durante la giornata, fatti accaduti durante la mattina si potevano leggere nel pomeriggio, cosa che con i quotidiani romani tradizionali bisognava aspettare la mattina dopo.
“Paese Sera” è la storia di un giornale Diverso che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare. La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Credo che ciascuno di noi, quando lavorava a Paese Sera, lo faceva con l’impegno di far riflettere le persone, dialogando e analizzando i
problemi del momento sia politici che sociali, la testata ne beneficiava di queste riflessioni. Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.



Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:55
Il sito nostalgico su Paese Sera www.paeseserastory.it è come un libro, parte nel 1948 e finisce nel 1994. Racconta l'ingranaggio, su come funzionava la macchina e chi ci ha lavorato. Sembrerebbe un sito per gli addetti ai lavori ma in realtà molti ci si riconoscono semplicemente per aver frequentato la redazione. A Roma, quando qualcosa non andava bene era normale dire:" Ora lo dico a Paese Sera.."...

Parliamo un attimino del Paese Sera Cartaceo degli anni 1948-1994.
Il lavoro redaziona cominciava la mattina presto, Paese Sera arrivava in edicola tre volte durante l’arco della giornata, c’era una edizione del mattino, una del pomeriggio e l’edizione della sera denominata ore 21. Naturalmente i redattori e poligrafici si alternavano con dei turni, chi prendeva servizio la mattina per l’edizione pomeridiana e chi prendeva servizio la sera per l’edizione del mattino.
E' la storia di "Un Giornale Diverso" che ha contribuito a far crescere la Democrazia nel nostro paese. E' la storia di un gruppo di lavoratori, appassionati che pensavano l'Italia potesse cambiare.
La proprietà come noto, era di una società del Pci. Considerato si, Organo fiancheggiatore, tuttavia noi non ci chiedevamo, di fronte a un fatto, come la penserà il partito? Ma più semplicemente: come ci muoviamo noi di Paese sera? Siamo stati appassionati, curiosi, magari un pò sgangherati negli ultimi tempi, certamente poveri. ma resta tuttora forte per chi ci ha lavorato , l'orgoglio di un'appartenenza.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:54
Un aneddoto da www.paeseserastory.it “PAESE SERA” NASCE DALLE CENERI DE “LA REPUBBLICA”
Era il 1949, Il successo de "Il Paese" quotidiano del mattino- indusse i finanziatori del giornale a progettare una edizione pomeridiana, ma autonoma e diversa nella forma e nel tono rispetto alla testata madre. Il nuovo quotidiano del pomeriggio si sarebbe chiamato Paese Sera. Questa decisione era già nell’aria fu affrettata dalla fine ingloriosa del quotidiano pomeridiano schierato a sinistra e che già usciva da qualche tempo "La Repubblica" Una testata che sarà riesumata da Eugenio Scalfari 30 anni dopo. Nonostante una redazione capace, La Repubblica aveva più di una volta imboccato strade avventurose. Fu però una imperdonabile “gaffe storica” commessa nelle elezioni del 18 aprile che ne decretò la condanna a morte. Quando ancora non si conoscevano i dati ufficiali sulla base di indiscrezioni non controllate, La Repubblica soprattutto su pressione dell’impulsivo leader comunista Giancarlo Pajetta, uscì con un vistosissimo titolo che prendeva tutta la prima pagina “Il fronte popolare ha vinto”. Mentre nelle strade della capitale gli strilloni ripetevano a gran voce quel grido di vittoria, era avvenuto esattamente il contrario. Aveva vinto, anzi stravinto, la Democrazia Cristiana. Le copie de "La Repubblica" vennero frettolosamente ritirate dalle edicole. Gli strilloni tacquero. I lettori della Repubblica restarono molto sconcertati. Morale: "Paese Sera" si sostituì a "La Repubblica" nel 1949 che a sua volta dopo 30anni si sostituì a "Paese Sera".
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:53
Un aneddoto da www.paeseserastory.it MAURIZIO COSTANZO INIZIA NEL 1956 NELLA MITICA REDAZIONE
(n.f. Costanzo ai tempi di quando era uno studente che studiava nella grande scuola di giornalismo che è stata Paese Sera)
Era il 1956, Maurizio Costanzo seguiva il Tour de France dalla radio della redazione, ma sulle pagine sportive era inviato speciale e firmava con lo pseudonimo di Maurice Constance. Costanzo in seguito curerà una sua rubrica intitolata “L’Impiegato”, era sulla vita piccolo borghese della Roma dei
ministeri. Racconta Maurizio ………All’epoca per poter lavorare a “Paese sera”, quasi bisognava pagare tanto era povero il giornale”.Avevo quasi diciassette anni o li avevo compiuti da poco, quando, tramite una segnalazione, che potremmo chiamare anche raccomandazione, arrivai al Paese Sera che aveva la redazione a Roma in via IV Novembre. Mi fu precisato che avrei collaborato e fu aggiunto, a scanso di equivoci, che non mi avrebbero dato una lira. Hanno mantenuto la promessa sia per la collaborazione come per il non pagamento. Per motivi che mi sfuggono, fui mandato allo sport, che in realtà non era al centro delle mie attenzioni.
C’era nella stanza Dario Beni Jr, che si occupava di ciclismo e che da quel momento mi chiamò “volontario d’agosto”, perché era agosto e io non facevo che occupare posti di giornalisti via via in ferie. D’altra parte era tutto talmente meraviglioso che non stavo lì a interrogarmi. Però qualcosa dovevo scrivere e ad un tavolo accanto a quello di Dario Beni Jr sedeva Antonio Ghirelli, che era vice capo servizio dello sport di Paese Sera, il quale mi domandò: “Ma tu quali sport conosci un po’ di più?”. Mi strinsi nelle spalle, mi accorsi che Dario Beni si era allontanato momentaneamente e dissi: “Forse il ciclismo. Certamente mi piace …”. Non avrei mai avuto il coraggio di dire davanti a un inviato di ciclismo che quello era lo sport che preferivo per scrivere. Ghirelli mi disse di sedermi a un tavolo libero e di aspettare. L’attesa non ricordo se durò due o tre giorni, poi una mattina Ghirelli mi passò un po’ di agenzie dicendomi: “Guarda, segui tu il giro del Belgio, stando ovviamente qui. Io ti do di volta in volta le agenzie che ne parlano e tu fai finta di seguire la corsa”. Cominciai con una forzatura della realtà, ma cosa importa: cominciai. Come detto, Ghirelli mi diede un po’ di agenzie e io cercai di raccontare al meglio la tappa del giro ciclistico del Belgio. Poi consegnai quanto scritto a Ghirelli che fece piccole correzioni e scrisse qualcosa. Nelle pagine sportive del Paese Sera lessi: “Giro del Belgio dal nostro inviato, e la firma Maurice Costance”. Ghirelli si era inventato questo inviato, che era evidentemente di quelle parti.Ero un anno avanti a scuola e quindi nei miei diciassette anni conseguii la maturità classica e coronai il mio sogno di sempre: fare il giornalista, ancorché volontario, in un agosto assolato in via IV Novembre a Roma. Mi emoziona che la testata Paese Sera sia tornata in circolazione.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:52
Un aneddoto da www.paeseserastory.it DI GIANNI BONCOMPAGNI
Racconta Gianni Boncompagni, di essere andato diverse volte a casa di Giorgio Cingoli, direttore di “Paese Sera”, che era un comunista moderno. Frequentando la redazione di “Paese Sera”, Boncompagni conobbe anche un Redattore del giornale di Cingoli, militante (e francamente esagerato) della causa. “Non aveva nemmeno il frigorifero a casa, perché diceva che lui era
contro il consumismo americano. La moglie lo voleva ammazzare.
Per anni sono andati avanti così. Boncompagni stupefatto gli chiese : scusa, ma come è possibile? E lui, senza fare una piega: no, a me non mi fregano, gli americani col frigorifero non mi fregano. E avanti così. La moglie si lamentava sempre: a casa nostra è tutto caldo, si muore di caldo. Povera donna. Sono i paradossi del comunismo religioso. Cingoli lo sfotteva sempre, questo suo
redattore esagerato”.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:51
Un aneddoto da www.paeseserastory.it SU LUCA GIURATO
Erano i primi anni 60, Luca Giurato, quando si presentò per un colloquio davanti al direttore Fausto Coen per entrare a far parte della redazione, il direttore rimase in silenzio , lo guardò attentamente e poi disse: “Si va bene, hai la faccia da Paese Sera, trovati un tavolo in cronaca e buon lavoro..”.
nella foto, un giovanissimo Luca Giurato con la mano al mento, nel salone della cronaca con i colleghi Claudio Fracassi e Alberto Giuliani mentre spiegano ad una scolaresca come funziona la redazione del giornale con tutti i suoi settori.

Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:51
Un aneddoto da www.paeseserastory.it
La testata giallo rossa….
Nel 1983 quando la Roma ha vinto lo scudetto, una votazione fra i redattori
sportivi decise che la testata poteva uscire a colori giallo e rossa.
Il direttore Claudio Fracassi fu d’accordo seppur preoccupato per l’impatto che questa avrebbe avuto con i lettori laziali. Dopo la pubblicazione molte telefonate di protesta arrivarono al giornale, tanti lettori laziali giurarono che non
avrebbero più acquistato “Paese sera”. Furono di parola, per alcune settimane le vendite calarono, per fortuna la maggior parte dei lettori erano lupacchiotti.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:51
Un aneddoto da www.paeseserastory.it ...... SU CLAUDIA MORI CHE VINCE UN CONCORSO SU PAESE SERA E….
La sua carriera inizia nel 1958 quando assieme a tante altre migliaia di ragazze, invia da Ostia una busta, la busta contiene una sua foto, un primo piano che vince un concorso indetto da Paese Sera. Si sta cercando la protagonista per il film "Cerasella". Subito viene notata per la sua bellezza disincantata dal regista Raffaello Matarazzo che la scrittura per un suo film, le affida la parte di protagonista nel film del 1959 ispirato all'omonima canzone, affiancando Massimo Girotti, qualche anno più tardi meglio noto come Terence Hill.
E’ l’occasione per il suo debutto nel mondo dello spettacolo. Poi naturalmente, in seguito Claudia diventerà la moglie del molleggiato nazionale, Adriano Celentano. E’ proprio il caso di dire........”Galeotto fu Paese Sera”.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:50
Un aneddoto da www.paeseserastory.it SU CLAUDIO VILLA COLLABORATORE IN REDAZIONE
Durante il festival di S.Remo, ma non solo, avevamo un collaboratore d’eccezione, Claudio Villa, scriveva per “Paese sera” quello che aveva visto e ascoltato la sera prima in televisione. Arrivava in redazione girando per i corridoi e salutando tutti, poi dopo aver salutato il direttore Giorgio Cingoli si infilava nella stanza degli spettacoli per scrivere il suo pezzo. La macchina da scrivere doveva aspettare molto prima che arrivasse l'ispirazione, lo vedevi che guardava il soffitto, poi la finestra dove a volte salutava le monache che erano di fronte a noi, e guai a chi lo distraeva, ti rispondeva: " Lassame perde adesso che ciò da fa..."..
Una mattina al terzo piano si apre l’ascensore e ne esce Claudio Villa, fa per avviarsi nel corridoio per raggiungere la stanza degli spettacoli, e proprio in quel momento Mimma delle pulizie lavora al pavimento, a Mimma gli si illuminano gli occhi e lancia un bel sorriso a Claudio che gli tende la mano per salutarla dicendogli..” Buongiorno bella signora”. Mimma non gli tende la mano gli dice che è bagnata, Claudio per tutta risposta infila tutto il braccio nel secchio d’acqua poi lo tira fuori tutto bagnato diicendo: ” Mo semo pari, damme sta mano”.
Roberto46
11/03/2013 - alle ore11:49
Un aneddoto da www.paeseserastory.it Su CARLO VERDONE ..……….L’inizio di una grande carriera.
Il passo verso il palcoscenico è breve e inevitabile. è il 1977. Christian De Sica: "lo presentai ad un teatrino di Roma, l'Alberico,
dove lavorava mio cognato" Il primo spettacolo di Carlo è stato.."Tali e Quali". Un debutto che non passa inosservato, e che lascia
il segno: Carlo Verdone: "dopo tre sere che venivano parenti e amici, la quarta sera non arrivò nessuno a teatro e chiudemmo le luci e ci
dicemmo – è andata così pero ci siamo divertiti – stavo abbassando la saracinesca del teatro, quando… un signore si avvicinò e disse….
“Scusate ma non c’è la rappresentazione? Sono venuto a vedere Carlo Verdone”. L’ho guardato e da bamboccione che ero, perché io
bamboccione lo ero veramente all’epoca, ho riacceso le luci e feci lo spettacolo solo per lui. Alla fine si sentì un applauso, un applauso
lunghissimo fatto dall’ unico signore In sala. Io e i miei amici ci guardavamo e il signore non smetteva di battere le mani, e noi a
inchinarci e ringraziare, però a mezza bocca dicevo ai colleghi…….“ Ma che ce sta a piglià per il culo questo?”. Il giorno dopo mi
chiamano e mi dicono – hai letto Paese Sera? – Insomma, Franco Cordelli, quello venuto la sera prima, era il critico di Paese Sera
che scrisse – “E’ nato un nuovo Fregoli". Mezza pagina negli spettacoli, quasi svenni. Grazie a Paese Sera, ho avuto la molla per continuare.