Una ragazza di nome Mia Moglie

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Alessandro lavorava da un macellaio dalle parti di via Sallustiana. Lì vicino c’era una tintoria gestita da una ragazza che aveva un bel gatto. Alessandro con la scusa di portare il polmone al gatto, tanto la corteggiò che finì per farsi sposare. Andarono in viaggio di nozze a Formia, nell’albergo di un cliente della macelleria e la prima notte di nozze Alessandro, per dimostrare alla moglie che era un signore, andò a letto tenendosi anche i pedalini. Sarebbe stato un matrimonio felice; fra la tintoria e il taxi che Alessandro aveva preso, stavano benino. Erano nate anche due bambine ma la moglie purtroppo morì dopo solo dieci anni di una malattia ai polmoni causata dal fumo. Alessandro non si è mai più risposato e ancora sogna la sua Vera.
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