Aldo Boscaratto

 
Aldo Boscaratto

nato nel 1934
Fiumicino

4 Racconti

3.7 min
Durante le vacanze, anche diventati grandicelli, il le giornate passavano ingegnandosi sul come giocare. Ci si radunava per andare al mare indossando solo un paio di pantaloncini e gli zoccoli. Ci si dava appuntamento sulò Tevere alla passerella, uno, a turno, portava tutti i calzoncini allo stabilimento che si chiamava Miramare mentre gli altri si tuffavano e raggiungevano il mare a nuoto. Naturalmente chi portava i calzoncini era quello che il giorno prima era arrivato per ultimo. Naturalmente tutto all’insaputa dei genitori che mai avrebbero permesso il bagno nel fiume.
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4.9 min
Aldo vive a Fiumicino da sempre. Quando era bambino la scuola elementare era difficoltosa, molti bambini non riuscivano a finire nemmeno la quinta elementare. I maestri erano molto severi. Avevano il grembiule; i maschi col grembiule blu e fiocco bianco. A Fiumicino non c’erano le scuole medie, bisognava andare a Ostia Lido; Aldo ha frequentato le medie a Fiumicino in una scuola privata gestita da sacerdoti molto severi che era stata appena fondata; imparavano a memoria le versioni di latino e se per caso non si riusciva ad imparare, terminato l’orario, bisognava restare a scuola a finire di imparare. Per le superiori bisognava andare a Roma col treno e alzarsi alle cinque e mezzo. Le vetture erano ancora le tradotte. D’inverno si pativa il freddo: non erano tempi di benessere e i ragazzi avevano si e no una giacca.
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4.2 min
Con l’arrivo della guerra e la paura dei bombardamenti, il gruppo di amichetti si è sciolto perché ogni famiglia ha cercato di lasciare Roma. Aldo è andato a Zagarolo che era il paese dei nonni; quando passavano i bombardieri si nascondevano nella grotta che normalmente serviva per conservare il vino. I giorni più brutti sono stati quelli in terra di nessuno, con i tedeschi che erano andati via e gli americani che non arrivavano ancora, sei giorni di assoluta incertezza. Poi sono arrivati gli americani e il cibo. Tornati a Fiumicino hanno trovato una città da ricostruire e il primo inverno, con i moli bombardati, la città si è allagata.
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2.7 min
Giocavano con poco, non c’erano molti soldi; veniva data priorità al cibo, poi si pensava all’istruzione. I ragazzi allora si industriavano a costruirsi i giocattoli; per il monopattino andavano in giro per officine a cercare i cuscinetti a sfera scartati e un monopattino era in comune fra tanti bambini. Non tutte le famiglie avevano la radio e le notizie passavano di casa in casa. Poi col tempo le cose sono migliorate.
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